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PRESENTAZIONE DEL CENTRO DI RICERCA IN ATTIVITA' MOTORIE (Research Center on Motor Activities) – CRAM

 

L’attivazione del “Centro di Ricerca in Attività Motorie (Research Center on Motor Activities) – CRAM” è motivata dal fatto che con i progressi scientifici, la ricerca nelle Scienze del Movimento non può più prescindere dalle competenze multi disciplinari e traslazionali di diversi studiosi del settore. Il Centro è in grado di attrarre a sé tali competenze per sviluppare prodotti di ricerca di elevato profilo scientifico che possano essere applicati alle metodologie del movimento e dell’allenamento e nella rieducazione motoria adattata alla clinica come terapia non-chirurgica e non-farmacologica.

Saranno instaurate collaborazioni scientifiche regionali (tra i quattro atenei Siciliani), nazionali e internazionali, al fine di creare un consistente gruppo di studiosi in grado di sviluppare progetti di ricerca che possano beneficiare di finanziamenti regionali, nazionali ed internazionali (Horizon 2020 - Sport Programme). I docenti proponenti hanno una robusta esperienza nel campo della ricerca di base, clinica e applicata con background specifici e interdisciplinari.

 

STATO DELL'ARTE

 

L'educazione fisica è una branca dell'insegnamento che si occupa di migliorare attraverso l'attività motoria e quella sportiva lo sviluppo psicofisico e la salute individuale e quella sociale. Essa è intesa come quella disciplina che considera il movimento non solo dal punto

di vista dell'efficacia e della qualità della prestazione, ma anche dallo sviluppo della personalità più ampia, quindi sviluppo di un'adeguata corporeità e motricità, acquisendo competenze alla base di una crescita fisica, affettiva, sociale e cognitiva.

Secondo l’OMS, per attività fisica si intende “qualunque sforzo esercitato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un consumo di energia superiore a quello in condizioni di riposo”. In questa definizione rientrano quindi non solo le attività sportive ma anche semplici movimenti quotidiani come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio, fare lavori domestici e manuali. Lo sport, invece, può essere definito come un tipo di attività fisica che può essere praticata individualmente o come parte di una squadra, per la quale i partecipanti aderiscono a un insieme comune di regole o aspettative, ed esiste un obiettivo ben definito.

L’Attività Fisica Adattata (AFA) è riferita al caso di pazienti con patologie del sistema muscoloscheletrico e osteoarticolare o esiti stabilizzati di malattie neurologiche. Prevede specifici protocolli di arruolamento e valutazione funzionale, mentre L’Esercizio Fisico Adattato (EFA) è riferita al caso di soggetti con problemi cardiovascolari e dismetabolici incluso il diabete tipo II. Prevede specifici protocolli di inclusione, valutazione clinica e funzionale.

Nel 2014 le malattie croniche non trasmissibili (MCNT) sono state ritenute responsabili del 92% dei decessi totali a livello mondiale, soprattutto causa di morti premature prima dei 70 anni, con pesanti ricadute sulla spesa sanitaria. I fattori di rischio modificabili associati allo stile di vita: consumo di tabacco, abuso di alcol, alimentazione non corretta e mancanza di attività fisica, rappresentano determinanti di salute modificabili.

I fattori di rischio legati alla mancanza di attività fisica: l’OMS ha stimato che nel mondo 1 adulto su 4 non è sufficientemente attivo e l’80% degli adolescenti non raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica. L’aumento in Europa del numero di persone in sovrappeso e obese nelle diverse fasce di età può essere attribuito in parte alla mancanza di attività fisica. Contesti svantaggiati e alcune minoranze etniche sono fisicamente meno attive (disuguaglianze). L’importanza di promuovere uno stile di vita attivo nel contesto urbano, considerato il numero sempre maggiore di persone che vivono nei centri urbani, diventa indispensabile. Le aree urbane sono luoghi di vita spesso non salutari, caratterizzati da traffico intenso, inquinamento, rumore, ecc.

Le amministrazioni locali dovrebbero avere un ruolo estremamente importante nel creare opportunità di salute per i cittadini e per garantire qualità dell’aria, spazi verdi, accesso ai servizi, mobilità attiva e trasporto pubblico adeguato. Come in altri paesi europei, l’attività motoria in Italia è diminuita di pari passo con i grandi cambiamenti del lavoro e dell’organizzazione delle città.       

 

    + TECNOLOGIE - ATTIVITA’ FISICA

 

Da una parte lo sviluppo dell’automazione, anche nel lavoro domestico e la dominanza del trasporto motorizzato; dall’altra parte il deprezzamento sociale del lavoro manuale e la riduzione degli spazi per fare attività fisica. Inoltre sono diminuiti gli spazi per il gioco libero dei bambini e per i giochi e gli sport spontanei e di squadra; queste attività hanno ora luoghi deputati la cui accessibilità è limitata ed ha un costo, non solo monetario.

 

LE CIFRE

 

In Italia il 30% degli adulti tra i 18 e 69 anni svolge, nella vita quotidiana, meno attività fisica di quanto è raccomandato e può essere definito sedentario. In particolare, il rischio di sedentarietà aumenta con il progredire dell’età, ed è maggiore tra le persone con basso livello d’istruzione e difficoltà economiche. La situazione è migliore nelle regioni del nord Italia, ma peggiora nelle regioni meridionali. Secondo i dati ISTAT (Istituto Nazionale Italiano di Statistica), nel 2018 in Italia il 38% delle persone negli ultimi 3 anni ha dichiarato di non praticare, nella vita quotidiana, né sport né altre forme di attività fisica. Secondo alcuni dati soltanto 1 bambino su 10 fa attività fisica in modo adeguato alla sua età. 

L’incremento dell’attività fisica contribuisce a prevenire e a tenere sotto controllo circa 20 fattori di rischio. Negli ultimi 10 anni è stato confermato che una vita sedentaria agisce come potenziale fattore di rischio per molte condizioni croniche, tra cui: sindrome metabolica (aumento del rischio del 73% - Odds Ratio [OR] 1,73; Intervallo di confidenza al 95% [IC95%] 1,55-1,94; p<0,0001), diabete mellito di tipo 2 (aumento del rischio del 20% - Rischio Relativo [RR] 1,20; IC95% 1,14-1,27), patologie cardiovascolari (aumento del rischio del 15% sia per le fatali che per le non fatali – RR 1,15; IC95% 1,06-1,23), mortalità in generale (aumento del rischio del 13% - RR 1,13; IC95% 1,07-1,18). L'attività sportiva sta assumendo, seppur a fatica, una rilevanza fondamentale nella prevenzione delle complicanze cardiovascolari che sono la prima causa di morte nei trapiantati.

L’inattività appare essere responsabile del 14,6% di tutte le morti in Italia, pari a circa 88.200 casi, e di una spesa in termini di costi diretti sanitari di 1,6 miliardi di euro annui per le 4 patologie maggiormente imputabili ad essa (tumore della mammella e del colon-retto, diabete di tipo 2, coronaropatia). Le stime basate sulla prevalenza della malattia – che prendono in riferimento sia i nuovi malati, sia i soggetti già affetti dalle richiamate patologie – consentono di affermare che un aumento dell’attività fisica determinerebbe un minor costo per il Servizio sanitario nazionale pari a 2.331.669.947 euro. Le stime basate sull’incidenza della malattia – che prendono in riferimento i nuovi malati – consentono di affermare che un aumento dell’attività fisica determinerebbe un minor costo per il Servizio sanitario nazionale pari a 384.348.649 euro.

 

FINALITA' E OBIETTIVI

 

L’attività di ricerca del Centro, che coinvolgerà i docenti proponenti e afferenti, ha come obiettivo principale quello di diventare un punto di riferimento a livello regionale, nazionale e internazionale per la ricerca di base, applicata e traslazionale nell’ambito delle scienze del movimento, della fisioterapia, della terapia occupazionale, dell’osteopatia, della posturologia clinica, della chinesiterapia e della biomeccanica.

Le ricerche saranno volte alla prevenzione e alla cura dei para-dismorfismi, di alcune malattie cronico-degenerative non trasmissibili attraverso la prevenzione e la rieducazione motoria adattata come terapia non-farmacologica e non-chirurgica.

Il Centro persegue le seguenti finalità:

  1. Promuovere gli studi, le ricerche, la documentazione e il dibattito scientifico, con riferimento specifico alla ricerca interdisciplinare nel settore delle Scienze del Movimento, con particolare riferimento alle seguenti tematiche:
  1. analisi dello stato psico-fisico-nutrizionale di individui affetti da patologie cronico degenerative (malattie cardiovascolari, epato-biliari, dismetaboliche,
  2. muscoloscheletriche, neurodegenerative, autoimmuni, neoplastiche ecc.) e gli effetti benefici dell’attività fisica;
  3. studio di come l’attività fisica migliora il sistema di difesa dell’organismo nei confronti di agenti patogeni (es. virus, batteri), con l’attivazione del sistema immunitario e la produzione di citochine, di ormoni e neuro-ormoni;
  4. studi epidemiologici per analizzare l’impatto ed il ruolo dell’attività fisica sul rischio di patologie cronico-degenerative e sull’obesità;
  5. realizzazione di nuove metodiche e protocolli di Attività Fisica Adattata e/o Esercizio Fisico Adattato per i paramorfismi, per i dismorfismi, per le patologie muscoloscheletriche e neurodegenerative;
  6. realizzazione di nuove metodiche e protocolli di Attività Fisica Adattata e/o Esercizio Fisico Adattato per i pazienti amputati (protesica-robotica-mirror therapy), per i pazienti trapiantati (sport e trapianti) e per i pazienti oncologici, in particolare per i tumori alla tiroide, al colon e alla mammella (sport e tumori);
  7. studio di come l’attività fisica riduce i sintomi di ansia, stress, depressione, disturbi del comportamento e relazionali e favorisce il benessere psicofisico attraverso lo sviluppo dell’autostima, dell’autonomia e facilita la gestione dell’ansia e delle situazioni stressanti;
  8. studio di nuove metodiche di prevenzione per gli sport traumatici (concussione cerebrale e traumi sportive vari) e di primo soccorso sportivo;
  9. miglioramento delle performance atletiche nei vari sport attraverso la realizzazione di nuove metodiche di allenamento funzionale, attraverso il controllo propriocettivo, le analisi posturali, le analisi del cammino, le analisi del movimento, ecc.;
  10. incentivazione della realizzazione di nuove ricerche finalizzate alle biotecnologie nello sport (meccano biologia, ergonomia, robotica, hardware, software e protocolli clinici);
  11. strategie di contrasto al doping mediante l’utilizzo di nuove sostanze, non dopanti, naturali o farmacologiche volte al miglioramento dell'efficienza psico-fisica durante una prestazione sportiva o durante la riatletizzazione;
  12. valorizzazione dell’etica sportiva.
  1. Favorire la partecipazione dei dipartimenti coinvolti o interessati alle attività del Centro, in progetti scientifici nazionali e internazionali. Favorire, inoltre, lo sviluppo di varie forme di collaborazione tra università, imprese private, associazioni, società scientifiche e istituzioni pubbliche;
  2. Collaborare con organi e strutture scientifiche e di servizio dell’Università di Catania, ad es. il CUS e i CdS in: Scienze Motorie, Fisioterapia, Terapia Occupazionale, promuovendo in sinergia lo sviluppo scientifico delle Scienze del Movimento;
  3. Instaurare, mediante contratti e convenzioni, rapporti di consulenza, collaborazione, cooperazione e scambio con le Università e i Centri di Ricerca italiani e stranieri, con Enti pubblici o privati, che privilegiano i temi suddetti, al fine di favorire scambi internazionali di docenti, ricercatori e giovani laureati nelle aree disciplinari e tematiche coinvolte nelle Scienze del Movimento;
  4. Formazione di operatori specializzati in Attività Fisica Adattata e Esercizio Fisico Adattato, attraverso l’organizzazione di corsi di formazione durante il percorso di studio, corsi professionalizzanti post-laurea, borse di ricerca ecc.;
  5. Promuovere iniziative scientifiche coordinate e/o organizzare workshops, convegni e seminari per favorire il dibattito scientifico e la diffusione dei risultati delle ricerche condotte, le quali saranno, comunque, oggetto di pubblicazioni di alto profilo scientifico “proof of concept” nel settore delle Scienze del Movimento;
  6. Favorire la creazione di una banca-dati di documentazione scientifica specializzata e di un sito web dedicato che costituisca un punto di riferimento per tutti gli studiosi interessati alle tematiche del Centro e dove saranno pubblicizzate le attività di ricerca, gli eventi proposti e news sulle Scienze del Movimento;
  7. Promuovere il reperimento di finanziamenti tramite parternship e sponsorizzazioni con enti pubblici e privati da destinare alle finalità del Centro. 
 

ASPETTI FINANZIARI E SEDE

  Il CRAM sarà interamente finanziato con fondi esterni all'Università di Catania e riceverà il proprio sostegno attraverso donazioni, sovvenzioni di progetti e borse di ricerca da parte di organizzazioni pubbliche e private nazionali e internazionali.
Ultima modifica: 
22/04/2019 - 23:19